Infezione da Coronavirus nel gatto e Peritonite infettiva felina (FIP)

Gatto che cerca di ridurre il rischio di contagio da Coronavirus eliminando virus nel wc (spiegazione nell’articolo)

Calma, da subito premettiamo che non parliamo di Covid-19, il Coronavirus c’è sempre stato anche in altre specie oltre l’uomo e in questo articolo si discute di quello del gatto domestico presente nei gatti a livello mondiale.

Il contagio avviene da un gatto infetto a gatto sano tramite le feci.

I gatti infetti da Coronavirus presentano sintomi lievi e brevi nella loro durata.

Il problema principale ruota attorno al fatto che il Coronavirus felino possa portare a causare la Peritonite infettiva felina (FIP) che è ben più grave…
La FIP si instaura per mutazione del Coronavirus presente precedentemente nel paziente.

La maggior probabilità di sviluppare la FIP è per pazienti con alta carica di Coronavirus, ridotta azione del sistema immunitario, predisposizione genetica (notizia importante per gli allevatori), essere gatti giovani, vivere in ambienti con cospicua densità di popolazione.
Lo stress da interventi chirurgici o cambi di ambiente possono anche agevolare l’instaurarsi della FIP.

La pessima notizia è che la FIP non è curabile, ciò che si può fare è instaurare un trattamento di supporto e sperare di aumentare l’aspettativa di vita, quasi sempre molto breve di un gatto con FIP. Sintomi comuni sono: febbre, anoressia, diminuzione del peso.

Se invece si vuole trovare qualche buona notizia è che

non è possibile trasmettere la FIP da gatto a gatto e che la maggior parte dei gatti con infezione da Coronavirus felino non svilupperanno la FIP e spesso si negativizzeranno per gli anticorpi mesi o anni dopo.

La diagnosi di certezza di FIP delle volte è ardua e la presenza di anticorpi per Coronavirus felino non è diagnostica.

La vaccinazione purtroppo non ha mai ottenuto risultati molto promettenti, rimane controversa e difficilmente la sentirete proporre dai veterinari.

Per la gestione casalinga degli animali è utile sapere che se hanno la possibilità di uscire all’esterno dell’ambiente domestico forse riescono a negativizzarsi prima poiché hanno una minore possibilità di far entrare in contatto con le feci infette se stessi e gli altri gatti abitanti della casa. Questo è uno dei casi dove in alcuni testi viene proposto l’utilizzo di un kit per insegnare al gatto a defecare nella tazza del wc (Per vederlo Clicca qui! ) per mantenere l’ambiente più pulito.

Si consiglia ulteriormente di mantenere massimo tre individui per stanza, garantire l’accesso all’esterno, molte lettiere e distanti dalle ciotole.
La pulizia delle superfici deve essere regolare per abbassare la carica virale poiché a temperatura ambiente il Coronavirus felino può rimanere attivo per 7 giorni.

Un’ulteriore questione che spesso i proprietari potrebbero sorvolare ed è bene ricordare è che il Coronavirus felino può essere trasmesso indirettamente con gli oggetti e l’abbigliamento di persone che vengono a contatto con gli animali, quindi facciamo attenzione!

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